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...SE SOLO QUESTO FOSSE UN PAESE NORMALE.
Perchè sono contro alla manifestazione contro Bush? Mi viene posta questa domanda...e cercherò di rispondere.
Premetto che nel merito sono d'accordo con chi manifesta, sono sulla solita onda di frequenza -mi sembra scontato e non devo certo dirlo o ribadirlo- MA nelle modalità sono contrario. Alla vigilia di elezioni importanti per dare una svolta politica a questo paese...la manifestazione che si preannuncia mi sembra una trappola per TOPI INGENUI...tutto è costruito alla perfezione...sono già cominciate le provocazione da parte dei ministri del GOVERNO, già si parla di zone chiuse ..di zone "ROSSE"...proprio per fare accadere qualcosa da strumentalizzare sopra ai MEDIA che sono iper-controllati dal Presidente del Consiglio, viene portato Bush a Roma per i 60 anni dalla LIBERAZIONE di ROMA...il Governo vuole prendere due conigli con un colpo...far proprio quello storico giorno e fare apparire la sinistra come antagonista della Liberazione......e far apparire il movimento pacifista come un gruppo Assassini Violenti (...e con tutti i mezzi mediali che ha Berlusconi il gioco è quasi fatto)...se solo questo fosse un paese normale?!?. Quindi, ATTENZIONE, non diventate strumenti di lavoro per questo Governo, cerchiamo di fare un passo in più ...per una volta invece di seguire lo STOMACO seguiamo il CERVELLO...nell'infinita partita a scacchi che è la VITA. Zambini






Forza Italia...
"Berlusconi ha enunciato le sue linee guida della riforma dell'istruzione, indicando quelle che da ormai un anno indica come le tre priorità, sintetizzate nella formula delle 'tre i', e cioè inglese, internet e impresa... 'Il nostro progetto - ha proseguito il presidente del Consiglio - deve inserire nella nostra tradizione classica e umanistica un bagaglio di conoscenze tecnologiche e linguistiche'. In tal senso il primo elemento è la conoscenza dell'inglese, 'in modo che i ragazzi lo sappiano parlare in modo sicuro'"
(Ansa, 20 dicembre 2001. Tre anni dopo, grazie alla riforma Moratti, le ore di insegnamento dell'inglese, che prima erano 132 nel tempo prolungato e 99 per il tempo normale, scendono a 54 per tutti).
"Mafia e camorra ci sono sempre state, purtroppo, e quindi dovremo convivere con questa realtà. Che non deve impedirci di fare le infrastrutture. Noi andiamo avanti con le opere, e poi questi problemi di camorra, che ci saranno, per carità, ognuno se li risolverà come vuole"
(Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture, 22 agosto 2001).
"La coscienza della convivenza con la mafia è la stessa che non ci deve far ridimensionare la triste convivenza con l'incidentalità e mortalità sulle strade"
(Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture, 24 agosto 2001).
...voglio morire!!! zambini
Stavo appunto pensando ad un problema di fondo, un problema che ci riguarda tutti...nella Storia con la Storia per la Storia...Mi chiedo dove sia finita la nostra capacità d'indignarsi...ne siamo ancora capaci? Credo, onestamente e drammaticamente, di NO!! In questi anni abbiamo subito l'immaginabile, abbiamo subito giorno dopo giorno l'orrenda faccia dell'uomo. Pochi giorni fa, su questo BLOG, mi chiedevo e ripetevo "Se questo è un uomo", citando un famoso e toccante libro di Levi, davvero questo è un uomo? davvero Berlusconi è un uomo? Ma fin qui sarebbe troppo facile rispondere. Mi chiedo allora siamo 'NOI' uomini?...uomini con COSCIENZA e GIUDIZIO CRITICO? NO!!! Il punto decisivo è proprio questo...se vogliamo avere un mondo migliore di questo (non perfetto ma migliore) ...dobbiamo nel nostro piccolo indignarci e comunicare la nostra indignazione a quelli che non s'indignano...non con mega-MANIFESTAZIONI...o con chi sa che tipo di "rivoluzioni"...ma semplicemente indignarci e criticare...dimostrare che siamo viaggiatori pensanti...che abbiamo la forza di rigurgitare le immagini delle torture in IRAQ..di Guantanamo...e di cercare di evitare la logica "del vediamo chi fa peggio" ..e quindi se i terroristi sgozzano un uomo NON dobbiamo dire "hai visto loro sono peggio di noi"...questo modo di pulirisi la coscienza proprio non mi piace. Caro Feltri, caro Ferrara...il problema non è la libertà di stampa...ma la vostra logica perversa che specula sul dramma delle vite del mondo, che specula sull'ignoranza della popolazione medio-bassa che questo paese (MONDO) ha. Sono sempre più tormentato dalla prospettiva del pianeta...della sfida bin Laden vs Bush...del popolismo mediatico di Berlusconi, delle Lobby del Petrolio e delle Armi...sono tormentato dalla velocità del tempo che passa in maniera atrocemente veloce e non ci lascia ne spazio ne tempo...ed io non voglio ritrovarmi a morire pensando a tutto questo. il vostro ZAMBINI

"...è stato il comunismo ad attaccare le Torri Gemelle." Berlusconi 20 maggio 2004
...buonanotte!!!
"La situazione in Iraq non è tanto preoccupante". (Antonio Martino, ministro della Difesa, 11 ottobre 2003).
"Non sono eccessivamente preoccupato". (Antonio Martino, ministro della Difesa, 25 giugno 2003).
"Tutte le operazioni militari armate sono rischiose ma questa a Nassiriya è un'operazione di stabilizzazione, sicurezza, ricostruzione e il livello di rischio dovrebbe essere più basso di quello delle altre missioni". (Antonio Martino, ministro della Difesa, 14 maggio 2003).
"Nassiriya è una zona tranquilla". (Antonio Martino, ministro della Difesa, 15 ottobre 2003, un mese prima dell'attacco alla base di Nassiriya che costerà la vita a 19 italiani).
"E' irresponsabile demagogia parlare di guerra. L'Iraq è un paese tranquillamente avviato alla democrazia". (Antonio Martino, ministro della Difesa, "Batti e ribatti", 7 aprile 2004, un mese prima dell'offensiva della guerriglia irakena a Nassiriya).

L'EDITORIALE
Lo scudetto nella bara
di VITTORIO ZUCCONI
Negli anni più torvi della guerra fredda e di quella osse
ssione ideologica che stregò brevemente la democrazia americana con il volto di un senatore chiamato McCarthy, l'edificio di oscenità e di menzogne creato dalla caccia alla streghe crollò simbolicamente e definitivamente quando l'avvocato difensore di uno degli accusati chiese, in diretta televisiva, al senatore: "Ma lei non ha più alcun senso di dignità e di pudore?".
Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ripetere quella domanda, nell'Italia della televisione addomesticata e anestetizzata, al capo dell'esecutivo italiano, al nostro Presidente del Consiglio che festeggiava la propria miserabile gloriuzza in uno (scandaloso) torneo di pallone mentre i suoi soldati, i suoi fratelli d'Italia, si battevano per lui, per la stoltezza dellle sue decisioni di stratega dilettante?
Esiste ancora qualche decenza, qualche comune senso del pudore e del rispetto umano, nel leader politico nazionale che preferisce dedicare un pomeriggio al Milan piuttosto che restare in quello studio a Palazzo Chigi dove noi cittadini lo abbiamo cortesemente inviato a spese e per conto nostro, per mostrare, per almeno creare l'impressione che le gambe di soldati italiani impegnati in battaglia siano più importanti delle gambe dei calciatori miliardari che hanno preso a pedate un pallone per lui?
Sapevamo tutti, domenica pomeriggio che lo scontro di Nassiriya non era un incidente qualsiasi nè una "operazione di pace" andata storta, come la grottesca finzione ufficiale ancora pretende di definire la situazione dei nostri reparti combattenti nel sud dell'Iraq. Eppure la voglia propagandistica di sfruttare ancora una volta le pailettes di un successo sportivo, la vanagloria del tifoso e padrone che vuole apparire il condottiero trionfante di una infantile guerra sportiva vinta mentre è in corso la disfatta nella guerra reale è stata irresistibille. Non basta certamente per salvarsi la coscienza essere informati "minuto per minuto" come se la cronaca di una battaglia fosse l'equivalente di un radiocronaca calcistica e la vita di soldati spediti con l'inganno fosse assimilabile a un rigore o a un gol.
Se a chi ci governa fosse rimasto un briciolo di quel pudore e di quella dignità che l'avvocato difensore delle vittime dell'inquisizione maccarthysta non trovò in quell'America tanto lontana e purtroppo tanto vicina, il solo atteggiamento dignitoso e realmente patri
ottico, anche se ormai inutile, sarebbe stato almeno evitare la festa dell'idiozia pallonara e rinchiudersi nel riserbo del padre che trema per la vita dei propri figli. George Bush, che pure del nostro Presidente sarebbe il maestro di pensiero e il protettore internazionale, ha rinunciato in questi giorni addirittura a partecipare alla cerimonia della laura delle figlie, uno dei momenti di maggiore e giusto orgoglio per un padre, per non creare l'impressione di rallegrarsi per successi privati mentre la famiglia americana subiva i traumi delle torture, dei rovesci militari e delle morti atroci degli ostaggi. Il nostro Presidente non ha rinunciato alla festa del Milan.
I soldati italiani che combattono e muoiono in Iraq sotto la bandiera di una menzogna sfacciata portano cucito sulla manica uno scudetto tricolore, come la squadra che vince il campionato, ma per 18 di loro non ci saranno feste nè premi partita, nè sorrisi compiaciuti e servili di dirigenti tronfi e ciambellani e giullari convocati alla corte del signore. Per loro, soltanto le bare, fasciate nel patriottismo falso di chi li ha mandati a morire, ma, mentre morivano, preferiva "esultare".
La sola coppa possibile, per quelli che restano ancora, sarebbe il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità. E ora dovranno subire anche l'ultima umiliazione della retorica patriottarda e impudente di chi accoglierà la bara, tra lacrime di coccodrillo e alè olè alè.
(17 maggio 2004) REPUBBLICA
grazie ZUCCONI!!!!
Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo.
Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo.
Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo.
Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo.

Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo. Se questo è un uomo.
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BUONANOTTE A TUTTI
Qual è la frase GIUSTA?
1. Il fumo provoca il cancro.
2. Il cancro provoca Previti.
3. Il fumo provoca Previti.
4. Previti provoca il cancro.
5. Previti provoca il fumo.
6. Previti provoca.
Intervista a Gelli
di Concita De Gregorio
(La Repubblica del 28/9/2003)
Son soddisfazioni, arrivare indenni a quell'età e godersi il
copyright. "Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci
della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i
giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo.
Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine
pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa". Tutto nel piano di Rinascita, che
preveggenza. Tutto in quelle carte sequestrate qui a villa Wanda ventidue
anni fa: 962 affiliati alla Loggia. C'erano militari, magistrati, politici,
imprenditori, giornalisti. C'era l'attuale presidente del Consiglio, il suo
nuovo braccio destro al partito Cicchitto: allora erano socialisti. [...]
[...] Chi ha condiviso quel progetto è oggi alla guida del paese. "Se le radici
sono buone la pianta germoglia. Ma questo è un fatto che non ha più niente a
che vedere con me". Niente, certo. Difatti quando parla di Berlusconi e di
Cicchitto, di Fini di Costanzo e di Cossiga lo fa con la benevolenza lieve
che si riserva ai ricordi di una stagione propizia. Sempre con una frase,
però, con una parola che li fissa senza errore ad un'origine precisa della
storia. [...]
[...] "Berlusconi è un uomo fuori dal comune. Ricordo
bene che già allora, ai tempi dei nostri primi incontri, aveva questa
caratteristica: sapeva realizzare i suoi progetti. Un uomo del fare. Di
questo c'è bisogno in Italia: non di parole, di azioni".
Vi sentite ancora? "Che domanda impertinente. " [...]
Licio Gelli, fascista e massone.
Chi è questo Gelli? - si chiedono Turone e Colombo. Quasi sconosciuto, allora, dal grande pubblico, era il Maestro Venerabile della loggia massonica Propaganda 2, che riuniva la crema del potere italiano. C’era la fila, per ottenere udienza da Gelli nella sua suite all’hotel Excelsior, in via Veneto, a Roma. La loggia era segreta, per non mettere in imbarazzo i suoi potenti iscritti, dispensati anche dalle ritualità massoniche. Bastava la sostanza.
Gelli era arrivato al vertice della P2 dopo una onorata carriera come fascista, simpatizzante della Repubblica di Salò, doppiogiochista con la Resistenza, collaboratore dei servizi segreti inglesi e americani, infine agente segreto della Repubblica italiana. Volonteroso funzionario del Doppio Stato: soldato, come tanti altri fascisti e nazisti, arruolato nell’esercito invisibile che gli Alleati avevano approntato, dopo la vittoria contro Hitler e Mussolini, per combattere la «guerra non ortodossa» contro il comunismo. Entrato nella massoneria, aveva contribuito a selezionare, dentro l’esercito, gli ufficiali anticomunisti disposti ad avventure golpiste. Nel colpo di Stato (tentato) del 1970 aveva avuto un ruolo di tutto rispetto: suo era l’incarico di entrare al Quirinale e trarre in arresto il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, quello che mandava telegrammi a raffica che finivano sempre con un bel «viva la Resistenza, viva l’Italia». Poi il golpe non ci fu, sospeso forse dagli americani, ma la «guerra non ortodossa» continuò, con una serie di stragi che insanguinarono l’Italia. Fino al 1974, anno di svolta. Allora la strategia della guerra segreta contro il comunismo cambiò: basta con la contrapposizione diretta, con i progetti apertamente golpisti, sostituiti da una più flessibile occupazione, attraverso uomini fidati, di tutti gli ambiti della società, di tutti i centri di potere. La massoneria (o almeno una parte di essa) fornisce le strutture e le coperture necessarie a organizzare questo club del Doppio Stato, questo circolo dell’oltranzismo atlantico. Nasce la P2 di Licio Gelli. In cui poi, all’italiana, entrano anche (e per alcuni soprattutto) le protezioni, le carriere, gli affari e gli affarucci. Ma tutto ciò, tra il 1980 e il 1981, Turone e Colombo ancora non lo sapevano, non lo immaginavano neanche. I due andavano avanti per la loro strada, a districare i misteri del caso Sindona.
dal SITO: www.societacivile.it/focus/articoli_focus/massoni/p2.html
Tra i politici
Pietro Longo, segretario del Partito socialdemocratico, divenne il simbolo negativo del piduista con cappuccio. Ma a tanti altri è andata meglio. Publio Fiori (tessera 1878), ex deputato democristiano, è trasmigrato in An e nel 1994 è diventato ministro di Berlusconi. Una poltrona di ministro è già capitata, durante il governo Berlusconi, anche ad Antonio Martino (anch’egli a Gelli aveva solo presentato la domanda d’iscrizione). Invece Duilio Poggiolini (tessera 2247), ex ministro democristiano della Sanità, ha avuto la carriera stroncata non dalla P2, ma dai lingotti d’oro di Tangentopoli trovati nel pouf del salotto. Massimo De Carolis (tessera P2 1815, solo un numero in meno di quella di Berlusconi), negli anni Settanta era democristiano e leader della «Maggioranza silenziosa», oggi è tornato alla politica sotto le bandiere di Forza Italia e grazie al rapporto diretto con Berlusconi ha ottenuto la presidenza del Consiglio comunale di Milano e la promessa di una candidatura in Parlamento. Le ha dovuto abbandonare entrambe, dietro la ferma insistenza del sindaco Gabriele Albertini, dopo essere stato coinvolto in alcuni scandali. è accusato, tra l’altro, di aver chiesto 200 milioni per rivelare notizie riservate a una azienda partecipante a una gara per un appalto a Milano. Ma il fatto curioso è che, insieme a De Carolis, nel processo in corso a Milano sia coinvolta un’altra vecchia conoscenza della P2: Luigi Franconi (tessera P2 numero 1778). I rapporti solidi resistono nel tempo.
dal SITO: www.societacivile.it/focus/articoli_focus/massoni/p2.html
FORZA ITALIA!!
Tessera numero 1816
Oggi il più noto degli iscritti alla P2 è Silvio Berlusconi, tessera numero 1816. Per la P2 Berlusconi ha subito la sua prima condanna, ormai definitiva: per falsa testimonianza. Nel 1990, a Venezia, viene infatti giudicato colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla loggia. L’anno prima, però, c’era stata una provvidenziale amnistia.
Quando parla della P2, Berlusconi se la cava, di solito, con qualche battuta. Eppure l’iscrizione alla loggia è stata determinante per i suoi primi affari immobiliari. Per esempio per ottenere credito dalla Banca nazionale del lavoro (controllata dalla P2, con ben otto alti dirigenti affiliati) e dal Monte dei Paschi di Siena (era piduista il direttore generale Giovanni Cresti). Conclude la Commissione Anselmi: gli imprenditori Silvio Berlusconi e Giovanni Fabbri (il re della carta) «trovarono appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio». Ma poi, fatte le case, bisogna venderle. E non fu facile, per Berlusconi. Lo soccorse, agli inizi della sua carriera di immobiliarista, un «fratello» della loggia segreta, il napoletano Ferruccio De Lorenzo, già sottosegretario liberale in un governo Andreotti e padre di Francesco, futuro ministro della Sanità e imputato di Mani pulite: Ferruccio De Lorenzo acquistò, come presidente dell’Enpam (l’Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici italiani) prima due hotel a Segrate, poi decine di appartamenti di Milano 2. L’Enpam decise poi di affidare a Berlusconi anche la gestione del teatro Manzoni di Milano, controllato dall’ente.
dal SITO: www.societacivile.it/focus/articoli_focus/massoni/p2.html
...continua...
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Licio Gelli ed alcuni suoi consulenti avevano anche stilato un "piano di Rinascita Democratica" che, attraverso il controllo dei mass media, mirava alla normalizzazione dei sindacati, al controllo della magistratura e al rafforzamento in senso autoritario del potere istituzionale.
VI RICORDA NIENTE?...ohhhh...ho detto vi ricorda NIENTE!!!
alcuni iscritti:
Silvio Berlusconi
Maurizio Costanzo
Roberto Gervaso
Duilio Poggiolini
Michele Sindona
|
Vicende in cui è implicata la loggia P2 |
...continua...