ZaMONDOinI

Blogger: Zambini

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

BlogItalia.it - La directory 

italiana dei blog

Parole da scaricare

Breve autobiografia di un qualcuno

L'elefante giallo

L'ombra di una ginestra

Ho perso la luna nel pozzo

Memoria

oggi
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Turisti

visitato *loading* volte

marzo 28 2005

ATTENZIONE: Per chi volesse aderire all'iniziativa...integrandola di informazioni...aggiunga l'immagine al proprio blog e inserisca notizie sulla vicenda...il sapere è la più bella arma contro chi ci vuole impedire di vedere...Sarebbe bello creare una serie di linkaggi tra i vari blog...

 

 

L'intestazione dice «Da: Formigoni. A: Tarek Aziz». «Eccellenza - recita - in seguito al nostro incontro a Roma, del quale le sono grato, poiché so che Somo sta firmando i nuovi contratti, mi lasci ricordarle i nomi delle società petrolifere italiane che le ho segnalato: una è la Cogep e l'altra la Nrg Oil. Molte grazie per quello che sarà in grado di fare. Cordiali saluti, Roberto Formigoni»...

...Formigoni, secondo l'inchiesta delle Nazioni Unite, ha caldeggiato in una lettera spedita a Terek Aziz nel 1998, allora ministro degli esteri di Saddam Hussein, un contratto tra l'allora azienda petrolifera di Stato Somo e l'italiana Cogep. Ma nel gennaio 2004 Formigoni aveva negato di aver avuto a che fare con i contratti della Cogep...

...Dura polemica tra il presidente della Regione Lombardia e il Sole24Ore a proposito della pubblicazione dell'inchiesta oil for food sulla quale sta indagando una commissione dell'Onu. La vicenda fa riferimento al programma varato nel 1996 "petrolio in cambio di cibo" e alla deroga allo stretto embargo imposto all'Iraq dopo la prima guerra del Golfo. Il ritrovamento a Baghdad di un elenco con 270 nomi di personalità occidentali che hanno ricevuto milioni di barili di greggio in cambio dell'appoggio alla campagna di Saddam contro le sanzioni, ha dato il via all'indagine giornalistica...

..."Lavoro per il Sole 24 Ore e scrivo per il Financial Times". Replica così il giornalista Claudio Gatti, autore degli articoli che era presente alla conferenza stampa di Formigoni e che invano alla fine ha cercato di rivolgere alcune domande al presidente della Regione.
"È un anno - spiega Gatti - che cerco di chiedere al presidente Formigoni quali rapporti ha, se ne ha, con la società Cogep; quale mandato aveva il suo emissario a Baghdad Marco De Petro e qual era la sua responsabilità; e se sapeva che il signor De Petro ha firmato un contratto per conto della Cogep. A queste domande non ho mai avuto una risposta e oggi - ribadisce - mi è stato detto che abbiamo scritto e riciclato cose vecchie"...

...Barca galeotta tra Roberto Formigoni e l’uomo del petrolio iracheno. Il presidente della Regione Lombardia ha una proprietà in comune con il suo amico Marco Mazarino De Petro, che è il principale indagato per corruzione internazionale nel versante italiano dello scandalo «Oil for food». E’ uno yacht di 15 metri, modello «Mochi 56», con due motori da 400 cavalli, 6 posti letto e una portata massima di 15 persone. Una barca con un nome da fumetto, «Obelix», che è ormeggiata nel porto di Lavagna.
Sullo scafo campeggia la targa d’immatricolazione: PS 2628 D. Il pubblico registro delle navi (Rina) conferma che lo yacht è intestato a cinque comproprietari, tra cui spiccano tre nomi: Roberto Formigoni; Oriana Ruozi, che è la moglie di Marco De Petro; e Fabrizio Rota, segretario particolare del governatore lombardo nonché ex presidente della Socomir, una società partecipata dall’azienda petrolifera Cogep. La barca di 15 metri risulta acquistata nel 2002 per un valore dichiarato di 240 mila euro...

...Formigoni, appura ancora l'inchiesta, continuò a ricevere "buoni" di petrolio dall'Iraq anche dopo il 2000, quando la Somo offrì petrolio solo a chi era disposto a pagare una 'sovrattassa' del 10 per cento al regime. La natura illegale di questo pagamento risultava dal fatto che tutti i versamenti vennero effettuati su uno speciale conto aperto presso la banca UBS a Lugano, non quello della Paribas a Ginevra autorizzato dal programma 'Oil for food' dell'Onu. Gli incassi del 10 per cento sono serviti a costituire cospicui fondi neri del regime.

...estratti di qua e di la..da internet e dalla realtà.

All.lost  Nybras cliccali!!!

Postato da: Zambini a 21:51 | link | commenti (7)

Tra rallentamenti e velocità /9
Come gatti sopra ai tetti di Roma, come polvere sopra l'autostrada. Il passo veloce di Milano e Modena di notte da lontano. Pezzi di rallentamenti e pezzi di velocità...alberi che grondano miele e foto senza flash...alberghi senza stelle e stelle negli occhi da guardare.

La macchina andava e si fermava tra Bologna e la Toscana.. il tempo ci sapeva aspettare. Ormai era primavera. Giornate più lunghe di sole.. con tanti baci ancora da dare...

zambini

Postato da: Zambini a 21:19 | link | commenti
rallentamenti e velocit

marzo 15 2005

"Costa caro al cittadino offendere un magistrato. Anche se l'offesa viene lanciata al giudice nel tentativo di difendere un figlio che sta per essere condannato. Offendere un magistrato, infatti, sancisce la Corte di Cassazione, equivale ad 'offendere lo Stato'. Per avere detto ad un pm di 'farsi curare alla testa', una signora di Messina, intervenuta nel corso della requisitoria del magistrato per difendere il figlio, è stata definitivamente condannata a due mesi di reclusione e al pagamento di mille euro per avere osato offendere 'l'onore e il prestigiò di un pm di Palmi"
La Padania, 27 febbraio 2005

"Per fare il magistrato devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana"
Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, intervista a "The Spectator", 4 settembre 2003

Postato da: Zambini a 14:19 | link | commenti (3)
berluscazzo

marzo 14 2005

Pezzi dell'ultimo Pezzo dell'album Pezzi di De Gregori


...ognuno è fabbro della sua sconfitta e ognuno merita il suo destino...
chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino!

...ognuno è figlio del suo tempo, ognuno è complice del suo destino...
chiudi la porta e vai in Africa, Celestino!

...ognuno è figlio della sua sconfitta, ognuno è libero col suo destino...
butta la chiave e vai in Africa, Celestino!

...ognuno porta la sua croce, ognuno inciampa sul suo cammino...
apri gli occhi e vai in Africa, Celestino!

...ognuno brucia come vuole, ognuno è vittima ed assassino...
gira i tacchi e vai in Africa, Celestino!


Postato da: Zambini a 10:47 | link | commenti (3)

marzo 10 2005

La Festa delle Donne (per scrupolo informativo)

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Postato da: Zambini a 22:21 | link | commenti (2)

"Noi, killer ai checkpoint le regole non ci sono più"

Il sergente Jimmy Massey è stato nei marines per 12 anni prima di finire in Iraq. Nell'aprile 2003 al checkpoint che comandava sono stati uccisi, in 48 ore, una trentina di civili: "Ci sono voluti due giorni perché ci spiegassero che il nostro alzare il braccio per intimare l'alt era interpretato come un gesto di saluto". Ha cominciato a non dormire più e ha protestato con i superiori. Rispedito a casa per "disordine da stress post-traumatico" è stato "congedato con onore" nel dicembre 2003. Oggi gira l'America raccontando quello che ha visto "perché in Iraq tutte le regole d'ingaggio e la Convenzione di Ginevra sono saltate".

repubblica on-line 10-03-2005

Postato da: Zambini a 11:12 | link | commenti (3)

marzo 7 2005

Finalmente morti "Democratici".

Sono più belli, sono più giusti...di quelli delle dittature.

09:37 Soldato bulgaro ucciso da militari Usa 

Il soldato bulgaro morto venerdì scorso nel sud dell'Iraq, è stato probabilmente ucciso da soldati Usa. Lo ha detto il ministro bulgaro della Difesa citando l'inchiesta sull'incidente, avvenuto a 50 chilometri dalla città di Diwaniyah.

10:07 Gli episodi di "fuoco amico"

Dallo scorso mese di dicembre, i militari americani hanno aperto il fuoco almeno sei volte contro automobili con a bordo occidentali in circolazione nella zona intorno all'aeroporto di Bagdad. Lo rende noto il "New York Times" citando rapporti del governo. In un articolo in cui viene denunciato il comportamento dei militari Usa assegnati ai check point sulle strade irachene: una delle maggiori fonti di rabbia della popolazione, seconda solo allo scandalo delle torture ad Abu Ghraib.

11:45 Autobomba a Balad, 15 vittime

E' salito a 15 morti e 23 feriti il bilancio dell'attentato suicida a Balad, circa 70 chilometri a nord di Bagdad. Lo ha riferito un portavoce della polizia irachena, precisando che un'auto è stata lanciata contro l'abitazione di un ufficiale dell'esercito iracheno, Moudhar Mohammad al-Baddaui e aggiungendo che tra le vittime vi sono anche due soldati.

da repubblica.it 07-03.2005

Postato da: Zambini a 13:58 | link | commenti (1)

marzo 6 2005

Sospiro di sollievo: Sgrena Libera. Non che m'interessino troppo le dinamiche di un rapimento ma quando una persona si salva è sempre un bel sentire. Non m'interessa troppo perchè parlare di un rapimento nel mezzo di una guerra è come parlare di un furto nel mezzo di un campo di sterminio...trovo che il rapimento sia funzionale all'informazione e alle sue contorte dinamiche - tutti aspettiamo il lieto fine - ma non è che un bruscolo in un occhio nel mare della tragedia. 

Neppure la morte di Calipari mi sorprende tanto...in un contesto come quello tutto può succedere. Lo so, molti italiani si sorprendano di cosa sia una guerra...forse si sorprendano perchè ascoltano troppo le novelle del Presidente del Consiglio, il quale pochi mesi fa dichiarava: "In Iraq le elezioni regolari saranno la conseguenza di uno Stato ben funzionante. Ormai c'è una vita regolare, ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano. Ad esempio, i semafori a Baghdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico"...e allora ecco lì il nuovo Iraq figlio di una guerra prevetiva costruita su menzogne, ed eccola qua la nuova Italia senza uno scheletro, senza una strada...immersa nel qualunquismo più facilone...tra fondotinta e steriotipi scaduti...dove il richiedere chiarezza sulla morte di un uomo diventa faziosità, si trasforma in antiamericanismo...si innesca la strategia politica del parruchino: la zuffa, la zuppa...il mescolare tutto giocare a scacchi con le carte e le pedine della dama...giocare a calcio con la chitarra e il panettone...i diritti diventano piaceri..la memoria si trasforma in un fastidioso nemico da combattere...il buon gusto e l'onesta sono orpelli vecchi, la dignità è persa nel pozzo. Questo è il paese che ci meritiamo. Questo è il paese che cambieremo.

il vostro zambini

Postato da: Zambini a 22:42 | link | commenti (3)
personalmente