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giugno 30 2006

Coltivatori di sole /9

Suda l'aria e sudano le giornate, con il sole che abbronza lo stomaco e il cuore.
C'è un rumore di fondo alle due del pomeriggio, c'è un aereo che vola per il mare, c'è una coca-cola in frigo da bere.
Si progetta e si stenta, si pensa e si rallenta...c'è la lucciola sotto al bicchiere che ci offre 100 lire.
I coltivatori di sole sudano senza un capello di paglia sopra la testa.
Il sole arde fuoco mentre l'acqua frigge...e dicono: "Non c'è dubbi...avanti avanti e pedalare, non c'è tempo per voltarsi ma solo per andare".

zambini

Postato da: Zambini a 19:54 | link | commenti
rallentamenti e velocit, coltivatori di sole

giugno 29 2006

Caldo - caldo, suda pure la luna.

Postato da: Zambini a 21:23 | link | commenti (2)
sospensioni

L'ombra di una ginestra /3 (end)

ginestra


Il quinto odore era quello del cane, che sapeva di saliva e di scondinzolo, un odore d'affetto e di piena energia, un odore che chiamavi a comando, che ti seguiva abbaiando, che si chiamava Pironti, e lui - Pronti e via - correva di settembre, di aprile e di novembre. Un cane bagnato, un odore di cane stanco e di guinzaglio, di partite la domenica, di schedine, di padri e di fiato di bestia.

Ma se per caso mi arrivasse la voce che il cane non c'è più, perché un camion senza volante l'ha investito su una strada di provincia, dovremmo cercare di scavare una buca per buttarci tutto il passato e tutto quello che dovrà passare.

Cinque odori, colori e dolori.
Il tempo mi confonde e cerca di nascondersi, per poi mostrarsi con maggiore evidenza, come un pavone in mezzo a tre milioni di tacchini.

Ora, ritto come un pioppo, aspetto l'autobus in questa strada di periferia alle porte di questa grande città. Vi farei vedere come grandina, come l'acqua sporca piena le tombe e i tombini. Il mio ombrello rosso mi copre a malapena la testa, con le scarpe piene d'acqua e i calzini zuppi di freddo, aspetto come tutti i santi giorni il numero 23, che mi porta dall'ospedale a casa (e viceversa).

Ho smesso di annusare l'aria da anni ormai, per la precisione sono cinquant'anni che non vedo più la luna nel cielo, non vorrei che fosse annegata. Non riesco neppure a trovare mezza mammola in un prato o una bambola con cui parlare, non sento più un suono, né una parola di conforto, né una parola di abbandono. Cinquant'anni che queste piaghe da decupito mi bruciano come se qualcuno mi avesse sparato con proiettili di sale marino, sono anni che scavo per cercare un cannocchiale, un pezzo di lego o un ricordo a cui pensare. Sono anni che piscio sangue. Sono anni che compro delle ginestre per poi dimenticarle alla fermata del 23.

Postato da: Zambini a 00:18 | link | commenti (2)
rac-conto

giugno 27 2006

L'ombra di una ginestra /2

ginestra


Il secondo odore era quello degli asparagi, che sapevano di ortica e di pruno, un odore da cercare tra le foglie e i cespugli, con gli occhi che scrutavano la terra e le mani che spostavano le frasche, un odore che sapeva di frittata mangiata quando il sole doveva ancora calare, con mia madre che cucinava uova ed asparagi, mentre mangiavo burro e parmigiano. "Com'è venuta?" "Buona". Asparagi selvatici cercati con un bastone provvisorio che rovistava nell'ombra, con lo sguardo e la paura della vipera che era lì, che ci poteva essere, ma che puntualmente non c'era mai. Un appuntamento con la paura. L'omo nero vien di notte ed ha le scarpe storte.

Ma se per caso mi arrivasse voce che gli asparagi sono finiti, perché un uomo, vestito da serpente, di notte li ha sbranati, dovremmo rifugiarci in un capanno di residui di abete per mangiare le mammole e seppelire le bambole.

Il terzo odore era quello della menta, che sapeva di ghiaccio e caramella, un odore da bronchite al cervello, che faceva da cornice al mondo più bello. Un odore di intermittente intensità, che appariva e spariva come certe stelle nel cielo d'estate, come le lucciole sotto al bicchiere in cucina. Annusavo l'aria, nella maniera del cane da tartufo, e la menta era lì vicina come una nonna, nascosta da margherite e papaveri, mescolata con altre piante insensate, che piene di invidia facevano finta di essere loro le portatrici sane del profumo. Mi capitava di cercarla, di muovere l'erbe con le mani, fino a quando la menta non mi catturava, per poi strofinarla alle mani e sentirmi in un fiume nel bosco d'inverno.

Ma se per caso mi arrivasse voce che la menta è finita, perchè i produttori di caramelle hanno raccolto tutto lo scibile e l'invisibile, dovremmo scappare in Marocco o in Baviera e urlare così tanto da farci sanguinare i timpani in emergenza di piena sordità.

Il quarto odore era quello delle rose, che sapeva di scontatezza e di banalità, un odore tenero che copriva il corpo di brividi al sapore del velluto, che emanava colori tra il tenue e il dolore. Le vedevo vicino ai muri, arrampicate sulla vita, coltivate con dovizia. Rosai con api per nutrirsi e moscondoro eterni per riposarsi dalla noia. Odori di ferite, di petali e di foglie di rettile. Come quel fazzoletto giallo di mia zia che teneva in tasca con una goccia di profumo alla vaniglia. Mi capitava di guardarle quelle rose bianche, un po' boccioli e un po' stanche con petali di rughe di donna.

Ma se per caso mi arrivasse voce che le rose son sparite, perché i falsi poeti e i semplici romantici le hanno gettate nelle loro malinconie, potrei annunciare che siamo ridotti male, che l'originalità è la sintesi della banalità, dovremmo bere tutta l'acqua del mare per poi vomitare tutto il sale sulle nostre ferite di rose raccolte.

Postato da: Zambini a 23:48 | link | commenti (4)
rac-conto

giugno 25 2006

L'ombra di una ginestra /1

ginestra


Sulla luna ombre di cento milioni di ginestre che inzuppavano di giallo la cipressaia sopra Querceto.
Giugno era un contrasto di giallo ginestra e di cielo azzurro, mentre cicale di giorno e grilli di notte sperperavano canzoni, accompagnavano situazioni e seminavano illusioni. Con il prurito dell'erba e le ginocchia di rosso colorate, chissà quante pesche rubavo e quante ne mangiavo, chissà quante corse che facevo con un supertele sgonfiato al sole.

Il giallo delle ginestre mi trascinava verso di sé. Passavo tra sentieri ripidi di pietre storte, cercando, tra un sasso e l'altro, minerali colorati, qualche quarzo o qualche scheggia arrugginita dell'ultima guerra, perché ogni guerra ha le sue schegge. Come un cane, col vento che tirava, annusavo l'aria e assorbivo gli odori che volavano.

Di un cosa sono assolutamente certo, chiudere gli occhi è possibile ed è possibile pure cambiare canale per non vedere, ma negarsi il respiro è impossibile, se non vuoi respirare, per non annusare l'aria che ti circola intorno, la scelta da fare è di radicale fattura, l'unica soluzione calcolata che resta è di farsi morire con un sacco di plastica in testa.
Nella cipressaia poteva essere qualsiasi stagione, l'inverno come l'estate, l'autunno come la primavera, quelli che annusavo erano cinque odori, mescolati da un sapiente alchimista magico, che assaporavo con occhi, naso e pelle.

Il primo odore era quello di cipressi, sapeva di ragia e di natura, un odore che mi appiccicava le dita, che mi sporcava i pantaloni, odore selvatico che sapeva di familiare, che sapeva di domenica mattina, dove dentro ci suonava il vento e ci bruciava il sole. Un odore (sempre)verde scuro, che era sempre lì a portata di mano, ogni notte e ogni mese, ogni minuto e ogni stagione. In ogni occasione immobile e rassicurante come un nonno, alto come un ombra etrusca.

Ma se per caso mi arrivasse voce che i cipressi non ci sono più, perché un piromane di bassa lega o un suonatore di flauto distratto ha lasciato cadere una sigaretta nel posto sbagliato, dovremmo impacchettare la luna e affogarla nel mare.

Postato da: Zambini a 14:09 | link | commenti (3)
rac-conto

giugno 23 2006

Il comitato del Si vuole posticipare lo scrutinio del referendum perchè nel pomeriggio di lunedì gioca l'Italia

"La democrazia può attendere. Almeno fino alla fine della partita dell'Italia. Che il caso ha voluto si giochi in contemporanea con l'inizio dello spoglio delle schede del referendum confermativo della riforma costituzionale. Per questo, con una lettera indirizzata al ministro dell'Interno Giuliano Amato, il Comitato del Sì ha chiesto che le operazioni di spoglio abbiano inizio a partire dalle ore 20.00 del 26 (anziché alle 15.00 come previsto)..."

[qui l'articolo]


- Io non credo più a questo Paese, non credo più alle persone che lo popolano. Credo che fondamentalmente io odio questo Paese, se non tutto una parte. La parte più grande. -

zambini

Postato da: Zambini a 17:18 | link | commenti (4)
serve e sguattere, deriva

giugno 22 2006

Ecco i fondatori
della nuova Costituzione Italiana

(dall'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Roberto Calderoli, Sette, 30 ottobre 2003)

-Lei è stato uno dei "saggi della baita" per la riforma della Costituzione, con D'Onofrio, Pastore, Nania. Quanto siete stati nella baita?
"Cinque giorni".
-È stato bello?
"Era uno chalet di proprietà di amici di Tremonti. Piccolo, due stanze, un vecchio fienile, lampada a gas, bagno all'esterno".
-Tutti a dormire in due stanze?
"Dormivamo in un albergo".
-E mangiavate al ristorante?
"No, Brancher faceva la polenta".
-Come i ragazzi al campeggio.
"Mi sono divertito tantissimo, quando Bossi ha regalato i pantaloni corti di pelle alla tirolese a D'Onofrio. Ho anche le fotografie".
-Vorrei averle.
"Non gliele posso dare".
-Sono disposto a pagare.
"No, lo rovinerei".
-Com'è un cazziatone di Bossi?
"Forte. Ma gli passa immediatamente. Non porta rancore".
-L'insulto peggiore?
"L'altro giorno sull'aereo pieno di parlamentari mi ha visto e ha urlato: 'Calderoli, da quando ti ho fatto saggio ti sei rincoglionito!'. Ha riso tutto l'aereo".

Postato da: Zambini a 20:50 | link | commenti (3)
serve e sguattere, deriva

giugno 21 2006

Era l'ora
(ma ora serve una bella legge che regoli l'informazione televisiva)

Il Garante ha diffidato Mediaset per i quattro spot riguardanti il referendum costituzionale del 25 e 26 giugno. L'Authority si è mossa dopo settimane di polemiche sulla parzialità dei contenuti degli spot pubblicitari prodotti e messi in onda dalla rete televisiva.

La Commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha diffidato Mediaset "a non continuare la trasmissione di spot informativi che per la parcellizzazione e l'incompletezza delle informazioni fornite enfatizzino aspetti particolari della complessiva consultazione referendaria".

L'Authority aveva rivolto nei giorni scorsi alle emittenti televisive nazionali "un invito alla corretta applicazione delle disposizioni in materia di comunicazione politica contenute nel regolamento emanato dall'Autorità per il referendum".

Postato da: Zambini a 15:31 | link | commenti (2)
deriva

giugno 20 2006

NO
"C'è chi dice no..." e infatti dobbiamo votare no.
Dobbiamo andare in tanti domenica e lunedì a votare NO al referendum costituzionale.

Un Governo sotto scacco della Lega Nord (un partito razzista del 4%) ha dovuto approvare a colpi di maggioranza il cambio di gran parte della Costituzione Italiana...La modifica della Costituzione voluta dai Borghezio - Calderoli - Castelli...e via dicendo...va bloccata alle urne domenica e lunedì.

Non voglio dilungarmi...voglio solo consigliarvi il bel editoriale di Eugenio Scalfari che spiega in maniera chiara le ragioni del NO.

NO

Postato da: Zambini a 19:42 | link | commenti (7)
deriva

giugno 19 2006

Bevendo un thé nel deserto (con limone)


Cammino e cammino in questo deserto africano. Cammelli e tosse \ sabbia e vertigini. Dune sempre uguali che cambiano lo sfondo uguale a se stesso. Cammino cammino con la fatica che mi suda tra le mani, cammino con lo spirito di un gabbiano storpio. Svelti gli aerei passano sopra la mia testa come un ronzio di zanzare. Ho il giornale di oggi sotto al braccio e attraverso a piedi nudi il più grande deserto. Che caldo, che brutto caldo, non si vede nessuno. Non c'è neppure il tipo con il turbante. Mi appoggio sulla polvere che brucia e mi faccio un thé caldo, con limone e zucchero. Grazie

Postato da: Zambini a 20:38 | link | commenti (1)
personalmente, sospensioni

giugno 16 2006

Frammenti

Leggevo il giornale di oggi e mi perdevo in un mix di notizie che non mi facevano comprendere la cornice in cui si muovevano.

Le crisi di pianto di Britney, i nuovi spot sulla fronte, un sito che vende terreni sulla luna e su marte, il Gay Pride di Torino, Lippi che tiene segreta la formazione, Bossi che parla e gli altri che lo ascoltano, i conti che non tornano, Gilardino il più bello del mondiale, D'Alema dalla Rice, l'Artico è una discarica chimica.

Di fronte a tutto questo mi sono imbattuto in qualcosa di altamente coerente, che riesce a dare una cornice credibile a questo caotico mondo della informazione.

"In un'epoca di pazzia, credersi immuni dalla pazzia è una forma di pazzia."

Saul Bellow - scrittore statunitense  

Postato da: Zambini a 16:35 | link | commenti (3)
personalmente

giugno 14 2006

Io scelgo
Mc
Donald'
s

cesso mc

Ebbene si. Io ho scelto McDonald's varie volte, anzi molte volte.
Lo so che non vi aspettavate questa rivelazione ma è così.
Quando sono in una grande città, in una metropoli o in un paesino...e camminando per strada sento un qualcosa...cerco subito il mitico McDonald's.
E' un punto di riferimento sicuro e noto a tutti (nel mondo globale)...vai da McDonald's e sai per certo cosa trovi.

Io non tollero l'idea ti trattenere per molto tempo i bisogni fisiologici...ormai nelle stazioni delle città i cessi sono sempre a pagamento (e poi non è detto che ti trovi sempre vicino alla stazione)...ancora più brutto è entrare in un bar per liberarsi delle scorie, visto che ti tocca prima consumare qualsiasi cosa (se vi scappa la pipì mai ordinare una spuma al cetro) prima di chiedere dov'è il bagno...che di solito è guasto.

Invece da McDonald's entri...ti dirigi in perfetto anonimato al cesso...e lì, isolato dal mondo, puoi esprimere tutto te stesso.
Ti liberi delle impurità e nello stesso momento dai un giudizio non retorico alla catena dei ristoranti McDonald's.


zambini

Postato da: Zambini a 21:15 | link | commenti (6)
personalmente, aria fresca e allegria

giugno 13 2006

L'ultimo respiro di Pasolini /2


Certo che guardare Salò e le 120 giornate di Sodoma non è facilissimo...guardandolo verrebbe voglia di non vederlo...di togliere il dvd dal lettore e di guardarsi Paperino contro Pluto.

E' un film che riesce a svegliare malesseri, disagi, riesce a mettere a nudo dinamiche umane in un crescendo sempre più devastante.

Il film strutturato in 4 gironi (riprende in questo Dante)...il primo girone è l'anti inferno...poi il girone della Smanie, il girone della Merda e il girone del Sangue.

Memorabile la cena della merda...un gradioso banchetto di merda dove tutti (potenti e sudditi) i propri escrementi…

…vorrei aggiungere tanto altro…ma la complessità del film mi frena…ho la sensazione di banalizzare Pasolini…e non voglio essere portatore di banalizzazione.

Postato da: Zambini a 12:03 | link | commenti (5)
cinema, personalmente, consiglio

giugno 11 2006

L'ultimo respiro di Pasolini

locandina Salò

Salò o le centoventi giornate di Sodoma è ispirato a Le 120 giornate di Sodoma di De Sade; è stato girato nel 1975 ed è l'ultimo film realizzato da Pasolini prima del suo assassinio all'idroscalo di Ostia. L'ultimo respiro di Pasolini è un ultimo respiro nero, cupo, senza vie di fuga.
Non vi consiglio di guardarlo con pop-corn e nutella...è un film che va visto con lucidità, con razionalità...con stomaco vuoto e intelligenza.

Il 10 giugno del 1974 Pasolini pubblica un articolo sul Corriere della Sera dal titolo: "Gli italiani non sono più quelli". L'articolo diceva: "L'ansia del consumo è un'ansia di obbedienza a un ordine non pronunicato. Ognuno in Italia sente l'ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell'essere felice, nell'essere libero: perché questo è l'ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbediere, a patto di sentirsi "diverso". Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L'uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo."


Cosa diceva del film
Pasolini


"Il sesso in Salò è una rappresentazione, o metafora, di questa situazione: questa che viviamo in questi anni: il sesso come obbligo e bruttezza. […] 
Oltre che la metafora del rapporto sessuale (obbligatorio e brutto) che la tolleranza del potere consumistico ci fa vivere in questi anni, tutto il sesso che c'è in Salò (e ce n'è in quantità enorme) è anche la metafora del rapporto del potere con coloro che gli sono sottoposti. In altre parole è la rappresentazione (magari onirica) di quella che Marx chiama la mercificazione dell'uomo: la riduzione del corpo a cosa (attraverso lo sfruttamento). Dunque il sesso è chiamato a svolgere nel mio film un ruolo metaforico orribile. […] 
[Le mie Centoventi giornate di Sodoma si svolgono a Salò nel 1944], e a Marzabotto. Ho preso a simbolo di quel potere che trasforma gli individui in oggetti […] il potere fascista e nella fattispecie il potere repubblichino. Ma, appunto, si tratta di un simbolo. […] In realtà lascio a tutto il film un ampio margine bianco, che dilata quel potere arcaico, preso a simbolo di tutto il potere, e abbordabili alla immaginazione tutte le sue possibili forme. […] 
Nel potere – in qualsiasi potere, legislativo e esecutivo – c'è qualcosa di belluino. Nel suo codice e nella sua prassi, infatti, altro non si fa che sancire e rendere attualizzabile la più primordiale e cieca violenza dei forti contro i deboli: cioè, diciamolo ancora una volta, degli sfruttatori contro gli sfruttati. […] I potenti di De Sade non fanno altro che scrivere Regolamenti e regolarmente applicarli".

Non voglio certo annoiarvi...ma ci tenevo a segnalarvi questo film...da vedere assolutamente...una scossa elettrica ad un Paese addormentato da sempre. 

 Il fatto più terrificante è che almeno le vittime del film sanno di essere vittime...noi siamo vittime senza saperlo...e allora mangiamo la merda.

zambini

Postato da: Zambini a 20:28 | link | commenti (2)
cinema, personalmente, consiglio

giugno 10 2006

La soluzione dell'indovinello di Einstein è: il Tedesco. E' il tedesco che ha i pesci.

Qui trovate la soluzione con tutti i procedimenti logici.

Postato da: Zambini a 23:21 | link | commenti (3)
indovinando

L'avevo scritto tempo fa...ma adesso lo riporto qua.

Un minuto diverso
(i vivi sono erba di campo / fieno per il fuoco)

Mi ricordo quando ad un angolo di una strada guardavo indifferente una vecchietta attraversare un incrocio molto trafficato. Due automobili la evitarono per un soffio...ma la terza no. Non riuscì a frenare e schiacciò la vecchia. La gente si catapultò sul luogo di morte urbana per le preghiere e i toccamenti di palle. Il conducente dell'auto incriminata si mise a sedere sul bordo del marcipiede con il capo chino. La morta era coperta di sangue con le gambe spezzate. Un signore sulla cinquantina chiamò l'ambulanza. Un giornalista di cronaca nera riportava la notizia su un blocco economico con copertina nera (ovviamente). Io mi bevevo succo al pomodoro, mentre tutte le persone che avevano seguito l'accaduto...eccitate e (tristi?)... avevano spezzato la loro monotonia, felicemente spezzata. Oggi i morti si credevano vivi. (e viceversa)

zambini

Postato da: Zambini a 20:16 | link | commenti (3)
personalmente, sospensioni

giugno 9 2006

I segni del quotidiano
(scena drammatica)

Questa mattina - con il giornale sottobraccio - camminavo tranquillamente - dopocolazione - per le vie di Siena, accompagnato con Lei... svirgolavo nelle viuzze e rigiravo tra mattoni rossi e bandiere contradaiole. Quando una vecchia con passi scattanti ci sorpassa, gira nella strada accanto e risbuca a quella dopo. La guardiamo incuriositi, come incuriositi osserviamo le follie del mondo.

La vecchia pazza scatta verso l'ingresso di un hotel di lusso, si scaraventa contro lo zerbino lo raccoglie e lo trascina...la scena non ha senso ma io osservo e la Lei osserva con me.
Non capiamo la motivazione di quella azione...fino a quando l'occhio non si posa su un piccolo piccione di nido, caduto in strada, che sta rannicchiato in cerca di aiuto al bordo del muro...la vecchia butta sopra al piccione lo zerbino - non lasciandogli via di fuga - e ci inizia a camminare sopra come se fosse in marcia verso la guerra...

Lo stomaco mi si rivolta e con lui si rivoltano cervello e fegato. Lo zerbino ormai è completamente disteso per terra, il piccolo piccione sarà indubbiamente spiaccicato...mentre lei continua a camminarci sopra per essere sicura della morte sicura. Si guarda intorno a scatti...la sua non normalità è evidente...mi domando da chi sarà stata schiacciata quella povera vecchia in vita sua...Il piccione ormai fa parte di uno zerbino di un hotel di lusso...e oggi a me e alla mia Lei non offriteci del succo al pomodoro, grazie.

zambini

Postato da: Zambini a 14:40 | link | commenti (6)
personalmente

giugno 8 2006

Un pesce fuor d'acqua

Continua il mio corso di nuoto.
Adesso che ho rinnovato il corso posso dire con certezza che fino a fine luglio sguazzerò nella pozza.

I miglioramenti sono evidenti (lasciatemi vantare)ora una sorta di respirazione riesco a farla…muovo la testa e respiro…il caso vuole che, per respirare, la mia parte migliore sia la sinistra (ma guarda i casi).

Certo non tutto va liscio…ogni tanto perdo il ritmo delle bracciate…e allora invece di respirare ogni quattro, mi capita di respirare dopo sei…perdo la concentrazione e sbando.

Oggi l’utilizzo di pinne hai piedi mi ha reso la vita più facile…andavo velocissimo…con il rischio di battere la testa al bordo quando facevo dorso.

La confidenza con l’acqua continua ad aumentare.  Ormai ci parlo... Non ho perso un appuntamento, tutte le volte puntuale…sono costante.

Devo dire che facendo il corso delle 9.10 e arrivando a digiuno le forze vanno e vengono…dovrei alzarmi un’oretta e mezzo prima per mangiare un po’ di pane e marmellata…ma vallo a spiegare alla mia pigrizia mattiniera di alzarmi un’ora e mezzo prima. Missione realmente impossibile.

Oggi a fine lezione l’istruttrice voleva farmi provare i tuffi in piscina…ho tergiversato, parlavo d’altro…ho finto un malore, ho visto l’arcangelo che mi chiamavaho simulato una urgenza del bagnoho avvistato uno squalo nella piscinainsomma sono riuscito a non tuffarmi. Almeno per oggi.

zambini

Postato da: Zambini a 18:50 | link | commenti (2)
personalmente, acqua e vasca

giugno 7 2006

Una niente di un niente

Un crocevia di lacrime e lucciole,

una sera importante.
Un bivio e un semaforo rosso,
il finestrino spento.

Un colpo di tosse, un riflesso in un occhio...

Un pozzo secco con un geco vecchio,
un divano bianco con un gatto stanco.
Una vecchia porta di casa,
una stanza con mele e polvere.

Un colpo di noia, un lenzuolo d'albergo...

Una vita di fate e di storie pensate,
un brina allo specchio...o era soltanto un difetto.
Un bivio deviato di giugno,
un cane che torna e che ti eri scordato.

Un colpo di vento, ti volti ed è già inverno.

zambini

Postato da: Zambini a 21:12 | link | commenti (3)
sospensioni

giugno 6 2006

Indovinello
(per passare un pò di tempo)

Io mi ci devo ancora mettere a risolverlo...ma mi sembra un bel rompicapo da dare in pasto alle vostre menti malate.

INDOVINELLO DI EINSTEIN
Sei all'interno del 2% delle persone più intelligenti?

Risolvi l'indovinello e lo scoprirai.
Non vi sono trabocchetti, ma solo logica.

In una strada vi sono 5 case dipinte in 5 colori differenti.
In ogni casa vive una persona di differente nazionalità.
Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda,
fuma una differente marca di sigarette e tiene un animaletto differente.

Domanda:
A chi appartiene il pesciolino?

Indizi:
1 - L'inglese vive in una casa rossa
2 - Lo svedese ha un cane
3 - Il danese beve the
4 - La casa verde è a sinistra della casa bianca
5 - Il padrone della casa verde beve caffè
6 - La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini
7 - Il padrone della casa gialla fuma sigarette Dunhill's
8 - L'uomo che vive nella casa centrale beve latte
9 - Il norvegese vive nella prima casa
10 - L'uomo che fuma Blends vive vicino a quello che ha i gatti
11 - L'uomo che ha i cavalli vive vicino all'uomo che fuma le Dunhill's
12 - L'uomo che fuma le Blue Master beve birra
13 - Il tedesco fuma le Prince
14 - Il norvegese vive vicino alla casa blu
15 - L'uomo che fuma le Blends ha un vicino che beve acqua

Albert Einstein scrisse questo indovinello agli inizi del '900.
Disse che il 98% della popolazione non sarebbe stato in grado di risolverlo.
buon lavoro a tutti

Postato da: Zambini a 20:08 | link | commenti (10)
indovinando

giugno 5 2006

Antonello da Livorno
e
Amedeo da Messina

(invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia)


modigliani da messina


Vedere a Roma (e lo consiglio a tutti) le mostre di Amedeo Modigliani (al Vittoriano) e di Antonello da Messina (alle Scuderie del Quirinale) è qualcosa che ti riempie la vista e lo stomaco, vederle in un solo giorno di distrugge e di rigenera nel solito momento.
Gli atti creativi di costruzione del nuovo uccidono la depressione, fanno sperare nell'uomo, anche se proprio loro (gli artisti sinceri) degli uomini sono le prime vittime.

Il loro coraggio di esprimersi, di deviare alle regole...al costume dell'epoca e rimetterci dalla propria pelle...malgrado i non-riconoscimenti, malgrado la polvere nei polmoni.

E anche se Antonello da Messina è del '400 e Modigliani del '900...cinque secoli sono tanti...ma loro si assomigliano, magari non esteticamente ma anche esteticamente. C'è una sorta di empatia sotterranea che li attraversa.

E poi la cosa straordinaria sono i percorsi...similari...di mescolamento delle culture (alla faccia della identità pura e dura)...la costruzione del nuovo è mescolare le diversità.

Antonello in pieno Rinascimento europeo si sposta da Napoli a Venezia respira e apprende dai fiamminghi (senza dire che già il Rinascimento è fusione dell'Oriente e dell'Occidente)...Modì ama l'arte africana e si mescola con Parigi e l'arte italiana... Non si prescinde dalla fusione, dall'amalgama, dall'incontro...e dalla sofferenza.

Quando la propria vita è consumata per l'atto artisco si manifesta la massima generosità che l'uomo può dare all'umanità.

zambini

Postato da: Zambini a 18:44 | link | commenti (8)
personalmente, le passioni degli eroi

giugno 4 2006

Riflessioni sul blog (e su altro)

Certo che no. Cancellarlo no. Anche se sono sempre più convinto che delle volte bisogna liberarsi in maniera radicale del passato, buttare in mare le zavorre mentre la mongolfiera spicca in cielo. Potrei stamparlo e cancellarlo dal web...ma credo che il blog "zamondoini" non sia una cosa solo mia, ma è una somma dialettica fatta di scambi, di accenni, di commenti, di domande e di risposte con l'esterno, con gli esterni...credo che cancellarlo sia un triste atto di violenza (gratuita).

Ma non posso non accorgermi che una certa stanchezza sia arrivata...tutto partì tre anni fa...e furono due gli elementi che mi incentivarono ad aprirlo: il primo era la curiosità mescolata ad una certa vanità di poter esprimere almeno in parte quello che pensavo e quello che non-pensavo (cosa più importante); il secondo elemento era una certa allergia al paese "Italia", al suo governo e alle componenti del governo...mi è servita come valvola di sfogo contro tutto questo...con la ricerca continua per scoprire che in Italia non ero il solo a volere un paese diverso in cui vivere...cercavo (forse) di rafforzare il mio pensiero e di confrontarlo.

Ora (oggi) la curiosità per il blog è certamente calata...il paese non è più in mano del nano con i tacchi (anche se i problemi del paese rimangono intatti) ...e l'atmosfera sembra diversa e più rilassata almeno per me. Quindi l'unica via di uscita per resistere al mantenimento del blog è rallentare i post e di aumentarne la qualità e la ricerca...l'approfondimento senza perdere la leggerezza. Ma ora come ora ho l'energie per tutto questo? Non so...non lo so...forse è solo un momento...forse ha ragione Nybras... ho il dovere di dare tempo al tempo...e di mettere da parte le idee distruttive...anche se delle volte le spinte distruttive contengono un grande spirito di rinnovamento. zambini

Postato da: Zambini a 16:53 | link | commenti (6)
personalmente

giugno 2 2006

Non so ma mi viene sempre meno voglia di postare sul blog...sarà l'effetto della sconfitta berlusconiana? Sarà che mi sto venendo annoia a me stesso?...Non so quello che sarà ma dopo tre anni forse è l'ora di chiudere...o forse no...medito. zambini

Postato da: Zambini a 16:48 | link | commenti (6)
personalmente

giugno 1 2006

Grazie Mastellone della grazia

(ma guarda te...se dovevo aspettare Mastella)

mastella 

...Perché il suo primo atto è stato l’incontro con l’Associazione magistrati; perché ha annunciato il rinvio dell’entrata in vigore della riforma-controriforma dell’ordinamento giudiziario; perché nella scelta della squadra ha pescato in tutte le correnti della magistratura. E adesso perché in pochi giorni ha sciolto un nodo che il suo predecessore Roberto Castelli aveva ingarbugliato sempre più per cinque lunghi anni: la grazia a Ovidio Bompressi, primo gradino per quella eventuale ad Adriano Sofri...

[vai qui - articolo]

Postato da: Zambini a 13:10 | link | commenti (1)
aria fresca e allegria, unione