ZaMONDOinI

Blogger: Zambini

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

BlogItalia.it - La directory 

italiana dei blog

Parole da scaricare

Breve autobiografia di un qualcuno

L'elefante giallo

L'ombra di una ginestra

Ho perso la luna nel pozzo

Memoria

oggi
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Turisti

visitato *loading* volte

ottobre 30 2006

Coltivatori di sole /13

Mattine di sole e caffé, serate di nebbia e luna.
Persi nella curiosità di un sacco, un riflesso si posa sopra una delle tante foglie rosse. C'è un euro sul banco del mercato, c'è una torta di fichi e noci da mangiare tra me e te.
I coltivatori di sole s'incuriosiscono davanti alla plastica nera.
Il cielo passa dal rosa al viola...e dicono: "Non c'è dubbi...gli anni passano, ma i colori sopra le nostre teste sono sempre più speciali".

zambini

Postato da: Zambini a 20:44 | link | commenti (2)
rallentamenti e velocit, coltivatori di sole

ottobre 27 2006

Documento eccezionale

E' stato recuperato in maniera casuale un documento di rara importanza...42 secondi di agonia zambiniana in piena campagna elettorale (era il 20 marzo 2006)

Postato da: Zambini a 19:39 | link | commenti (2)
personalmente, berluscazzo, deriva

ottobre 25 2006

L'ultima volta con Oliver Stone

Quello che può capitare in un martedi sera di ottobre è molto semplice. In televisione non c'è niente di interessante, la voglia di leggere è sparita dopo aver passato una giornata sulla tesi, gli amici sono pochi e malati...e allora mi dico: "Andiamo a vedere un film al cinema". Mettete in conto che questa idea illuminante mi viene alle 21.45 quindi il tempo per decidere è poco.

Scorro i titoli dei film nelle sale: N, io e Napoleone già visto, Scoop pure, La sconosciuta è già cominciata l'ultima visione, The black dahila è troppo lontano da raggiungere...decido di andare a vedere il nuovo di Oliver Stone (anche se lui non mi ha mai convinto, magari questa volta chissà).
Prendo la mia macchinina e mi dirigo a vedere World Trade Center.

Esco dal cinema svuotato, deluso di aver buttato via soldi e tempo, mi dico: "ma perchè non sono restato in casa a fare un solitario a carte?". Un film che non aggiunge niente di niente, anzi forse ti toglie memoria...un storia vera...di due sopravvissuti dalle macerie...ma via non mi fate raccontare niente...perchè non c'è niente da raccontare.

Ma una cosa è certa che questa è l'ultima volta nella mia vita con Oliver Stone.

Postato da: Zambini a 12:58 | link | commenti (5)
cinema, consiglio

ottobre 19 2006

- applausi -

Oggi leggo che Prodi è stato fischiato e che un coro si è alzato cantando "Silvio, Silvio"...

Non voglio dire che questa sia una Finanziaria straordinaria, anche perché ogni giorno c'è una modifica diversa...quindi è difficile capire cosa sia questa Finanziaria...ma se questo benedetto Paese fosse stato sano mi dite quale sarebbe stato il politico che avrebbe cercato dissenso?

E' vero il centrosinistra è in calo di popolarità...ma se questo Paese va cambiato, va cambiato alla base...creando anche dissenso. Mi fanno ridere e schifo i gioiellieri, i tassisti...i farmacisti...il Briatore che dice che se non si evade "non ci si fa a vivere"...Il Paese dei piccoli gruppuscoli di potere che per salvare il loro giardino di fiori finti brucierebbero tutto il mondo.

...e poi la legge elettorale...che rende più impraticabile governare, sempre soggetti ai ricatti di un De Gregorio qualunque...gran bella legge elettorale utilizzata per convenienze politiche ma devastanti per la governabilità del Paese.

...e allora italiani ora applaudite Berlusconi, Tremonti e Fini...applaudite applaudite e attenti al vostro giardino.

Postato da: Zambini a 20:16 | link | commenti (3)
berluscazzo

ottobre 17 2006

Un soldino nel fiume /4 (end)

onepenny.jpg


Una parentesi bianca feriva il cielo, una mosca si dimenava nella ragnatela e cento lampioni percorrevano il fiume accendendosi gradualmente. La natura si caricava di elettricità.

Ci sedemmo su una panchina di legno. Il mio amico, evidentemente annoiato, giocava allacciandosi e slacciandosi la scarpa. Guardai per più di un minuto il soldino, come se volessi fare un nodo al fazzoletto. Posizionai il penny sull'unghia e lo gettai nel fiume, alla maniera del "testa e croce". Seguii con lo sguardo tutta la sua parabola mentre
mi passarono davanti cento diavoli con sacchi di polvere e spose con fiori di pesco a seguito. Vidi la monetina alzarsi in cielo, recidendo la memoria, e lentamente precipitare, tagliando l'ossigeno. Bucò l'acqua in un rumore di nulla e con la più complessa semplicità sparì sul fondo. L'amico mi guardò allacciandosi la scarpa.

Quello è l'unico frammento che ricordo, ma se il dubbio è figlio della verità, io non so se quello che ho ricordato è bugia o sincerità. Il parzialmente vero e il parzialmente falso fanno di quel ricordo il mio primo ricordo.
La bugia che parla per bocca della verità, la verità che guarda con gli occhi della bugia, un elefante giallo cammina nel mezzo della città, mio nonno con l'Unità di primo mattino, un albero fiorisce strani sogni inventati. Ma se è vero che il mondo si ricorda da dentro: "Dottore, ma che differenza c'è tra un passato inventato e un passato vissuto?". Lo psicologo che sta mettendo delle briciole di pane sul davanzale, guardando in cielo e fischiettando mi chiarisce:
"La differenza è che la finzione non sfama i passerotti, invece le briciole di pane si".

Ho sempre saputo che in città i volatili, di qualsiasi forma e tipo, sono spariti da almeno trent'anni e sono sicuro che quel soldino in fondo al fiume sarà per sempre lì a ricordarmi, ma ora devo andare perché un elefante giallo ha partorito in città.

Postato da: Zambini a 13:21 | link | commenti (7)
rac-conto

ottobre 14 2006

Un soldino nel fiume /3

onepenny.jpg


Ero a Bruge e camminavo lungo fiume con il mio amico di viaggio, era poco prima di cena e c'era odore di pollo fritto. Il cielo stava per imbrunire e un cane bianco aveva l'aria di aver capito tutto. Indossavo una felpa gialla e il vento spazzava via la luce del giorno. Poco distante da noi, dall'altra parte del fiume, stavano per aprire degli stand che avrebbero portato la serata in una valle di birra e di carne di maiale. Mi viene da sorridere pensando a quei ragazzoni nordeuropei, così bonari.
Mi ricordo con autentica lucidità un piccolo baracchino pieno di dolciumi e di fragole colate nella cioccolata, era così vicino all'immaginario ottocentesco che mi sentivo vivere nel secolo prima. Il commerciante di dolci, paffuto con gli occhiali rotondi ed un basco a quadri marroni e grigi, vendeva lecca lecca con disegni a spirali bianche e rosse, tutto era come il sole nella tempesta. Un filo di luci colorate incorniciavano il quadretto, sembrava un pezzo di natale in mezzo all'estate. Non ci crederete ma sopra quel baracchino stava pure nevicando.

Il medico sta scrivendo, su un blocco di carta riciclata, quello che è il mio racconto. Annuisce e ogni tanto intervalla sussurrando qualcosa a voce bassa. Sulla mia mano guardo camminare una mosca, la sensazione è piacevole, la lascio camminare
facendo restare il suo mondo il più immobile possibile.

Avrei voluto comprare un lecca lecca e mi frugai nelle tasche dei pantaloni. Preso da un attacco di delusione, mi accorsi che quello che trovai in tasca non era abbastanza per acquistare il prezioso oggetto della mia momentanea golosità. Avevo solo una piccola moneta inglese, credo che fosse un penny, la tenevo in mano e ci giocavo con le dita, ma mi rendevo conto che con quello spicciolo ramato non avrei mai potuto comprare un niente di niente a questo mondo.

Postato da: Zambini a 22:39 | link | commenti (4)
rac-conto

ottobre 13 2006

Un soldino nel fiume /2

onepenny.jpg
 

E qui, ora, davanti a me, c'è questo medico con aria insoddisfatta, che mi spinge a ricordare qualche altro elemento utile. Dice che serve a fini terapeutici, che per sciogliere i nodi bisogna scavare. "Scavare per sciogliere i nodi?" mi domando. Sinceramente questa successione di azioni mi suggeriscono la pazzia piuttosto che la logica, ma non ho la minima voglia di contrastare né lui né la sua scienza, è così tanto infelice che mi rende quasi felice. Così, teatralizzando la mia faccia, mi sforzo di sembrare una persona intenta a ricordare, per poi, sorridendo, far finta di ricordare.

Il medico stempiato, accompagnato da una leggera barbetta scura, mi guarda con sguardo distratto e attento, mentre appunta con dovizia la punta di un lapis quasi finito. Sforzando gli occhi, per fissare il vuoto, mi passo la mano sulla testa cercando di farmi venire in mente un dettaglio, o meglio, per far finta di farmi venire in mente un dettaglio: "Sa cosa mi è venuto in mente? Ma forse non è interessante come cosa... No, niente. Solo un piccolo dettaglio...". Mai dire una frase di questo tipo ad un professionista del cervello, perché quello che vuole è di entrare nella tua testa da strade parallele, perché, nella loro perversa mente, godono nel trovare cose significanti e svolte decisive da particolari insignificanti. Come supponevo il suo viso si illumina, si toglie gli occhiali, appoggia il lapis sul tavolo e con tono tra il comprensivo e il solenne mi dice: "Mi dica, mi dica tutto. Quello che per lei può risultare inutile in realtà può avere una importanza determinante per la sua cura."

Rubo un sospiro dalla stanza e comincio a raccontare di quella volta, di quasi mezza vita fa.

Postato da: Zambini a 21:10 | link | commenti
rac-conto

ottobre 12 2006

Un soldino nel fiume /1

onepenny.jpg


L'intermittenza di un albero di natale mi dava una certa tranquillità, la ritualità di quella festa mi metteva di buon umore, anche se col passare degli anni le tranquillità diventano tragedie.

C'ero io da bambino e c'era il natale di un po' di anni fa, c'era il riscaldamento acceso e c'era la vita controluce. Non c'era la neve, ma bastava pensarla per farla cadere.
Avevo una capannuccia, regalata da mio padre, piena di pecore, cristi e madonne. Ma c'era una cosa più di altre che non avevo capito: Perché il pastore, della mia capannuccia, suonava sempre la solita canzone in maniera sempre più stonata? Lo caricavo, girandolo su se stesso, e lui con la sua cornamusa scozzese, ruotava emettendo una melodia che voleva essere pateticamente piacevole. Un mattina del sei gennaio, di non so quale anno, presi una decisione e gli staccai la testa, così il gatto si divertiva con il piccolo cranio di plastica ed io compresi il ruolo del pastore.

Il mio berretto di lana blu me lo rammento. Mi ricordo anche la sciarpa di mia nonna e il piumino rosso con la toppa blu. Non dimenticherò mai il babbo natale di cera e la befana di seta. Tutto il resto l'ho dimenticato, come si dimentica un mazzo di chiavi.

Postato da: Zambini a 21:16 | link | commenti (1)
rac-conto

ottobre 9 2006

Girare a vuoto (vuoto a rendere)

Ma che belle giornate di sole.

La voglia di aggiornare il blog è pari ad uno zero assoluto.

Oggi mi sono perso tra uffici che mi rimandavano ad altri uffici, che mi dicevando di mandare una mail al primo ufficio, perchè l'avrebbe girata al secondo ufficio... A fine serata mi sono trovato a fare la solita domanda al solito impiegato che avevo fatto alle otto di questa mattina...

Sono stanco morto e mi sembra di aver girato a vuoto. Ma capita solo a me?  (Non credo)

Postato da: Zambini a 20:02 | link | commenti (4)
deriva