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maggio 31 2007

Coltivatori di sole /20

Scalini, gradini, discesa e salita,
si gira e si rigira tra lavori e provvisorietà.
C'è una casa dietro l'angolo, dove possiamo piantare un albero,
c'è un cortile e c'è un divieto. C'è da attendere il semaforo verde.
I coltivatori di sole si organizzano nel mezzo del trambusto della città.
Il cielo è coperto da foschia di smog...e dicono: "Non c'è dubbi...i clacson suonano e frastuonano".

zambini

Postato da: Zambini a 22:24 | link | commenti (1)
rallentamenti e velocit, coltivatori di sole

maggio 29 2007

- Pezzi di cinema -
(con pennarello indelebile)

"Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti. Soprattutto di quelli sui supereroi. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito, Superman. Non un grandissimo fumetto...la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia...la filosofia non è soltanto eccelsa: è unica. L'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è, di fatto, Bruce Wayne. L'Uomo Ragno è, di fatto, Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker. Deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Superman è nato Superman. Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro...quello è il suo costume. E' il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E' debole, non crede in se' stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana".

David Carradine in "Kill Bill - Vol.2"

Postato da: Zambini a 14:15 | link | commenti (1)
cinema

maggio 26 2007

Le ingerenze

Il caldo
è già arrivato da un bel po'. Firenze, com'è sua abitudine, ha tirato fuori tutta la sua maestosa umidità. In questi giorni leggendo i giornali mi sono perso tra le ingerenze. Il Papa e i vescovi, Montezemolo e gli industriali...tutti a parlare male degli altri.
Mi chiedo...ma i vescovi fanno del loro meglio? Gli industriali fanno del loro meglio? O tutti predendono qualcosa? Come succede di solito per coprire le proprie magagne bisogno attaccare gli altri...cari Papi e Montezemoli...

Io sono sicuro di fare del mio meglio, quindi oggi faccio la mia ingerenza...e mi chiedo come mai il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, qualche anno fa ha aumentato i consiglieri regionali? Era questa la priorità? Secondo me no...o qui si cambia rotta, o è tutto finito...e se inizio io a non credere più alla "politica nostrana" vuol dire che non ci crede più nessuno.

Postato da: Zambini a 14:30 | link | commenti (2)
deriva

maggio 20 2007

Provvisorio corallo /5 (end)

Il giardiniere tossisce dal ridere, si piega in avanti appoggiando le mani sulle ginocchia e con il viso paonazzo mi dice: "Suo nonno voleva rifarla suonare? Voleva mettersi in contatto con suo padre..."
Il suo ridere costante e privo di pause mi suggerisce la soluzione, così guardandomi attorno la mia attenzione viene raccolta da una graziosa zappa dal manico verde, utile per sistemare con dovizia le zolle e l'erbetta inglese sopra le bare. Agguanto l'arnese e con un unico slancio lo scaravento sul volto del giardiniere, il quale neppure si accorge di avere il cranio fracassato con allegata la vita irrisolta in una scontata mattina di lavoro.

I miei occhi attenti vedono alcuni pezzi di osso sbriciolarsi come schegge di bombe, il suo sguardo, ancora intriso di ridere, si trasforma in un accenno di dolore per poi passare all'assenza cieca, il tutto accompagnato da conati di saliva e sangue. Cade rantolando ai miei piedi, mentre gli assesto un altro colpo proprio sul gozzo del collo, piegandosi come un bottiglia di plastica sul fuoco.

Osservandolo gli bisbiglio: "Dopo anni di studi e sacrifici, un tale - di cui ora non ricordo il nome - creò una tecnica che gli permetteva di volare, non puoi sapere quanto sudore versò prima di arrivare a quello straordinario risultato. Peccato che il primo giorno che mise in scena la sua tecnica, solcando il cielo come una rondine, invece dell'entusiasmo e della gloria delle persone incontrò un cacciatore miope che lo scambiò per un raro uccello senza penne, così lo fucilò con tre colpi al petto per poi dimenticarlo nella boscaglia".

Vedo che non risponde e faccio cadere, con la velocità di un replay, la zappa per terra, i miei vestiti sono macchiati da una moltitudine di sangue; inciampo sopra al giardiniere dal cranio fracassato, con le mani che mi si affossano nella terra e le ginocchia nella melma. Mi volto con la faccia verso il cielo, fisso il sole e vedo alberi rossi, una infinità di rami, una distesa reticolare di corallo che sta tra il cimitero e il cielo. Una barriera corallina sedimentata sui morti, dei morti, tra i morti, con i morti, in una scenografia di porpora e ruggine. Suonano in lontananza gli ululati di un'anziana signora, il vento suggerisce un odore di aria di crisantemi coperti da una foschia di umidità.

Una mosca mi si posa camminando sulla mano, chiudo gli occhi e vedo tutto il provvisorio corallo di questo mondo.

Postato da: Zambini a 18:52 | link | commenti
rac-conto

maggio 19 2007

Provvisorio corallo /4

Mi cadono gli occhi sulla foto che lo ritraeva sorridente, "è stata scattata alla festa di un mio compleanno, forse per i sette anni. Chi l'avrebbe potuto immaginare che quella sarebbe stata la foto della sua lapide".
"Immagino che non aveva immaginato" dice l'uomo dal probabile pollice verde, mentre, allungando il collo, cerca di raccogliere sul viso tutto il sole possibile.

"Mi spiace, di una cosa mi dispiace veramente. In tutto il suo periodo di pensionamento non riuscì mai a far suonare una benedetta sveglia di origine americana. Non c'era minuto che non dedicava a cercare la soluzione di quegli ingranaggi. Non riuscì neppure a far spostare la lancetta di un secondo, quel soprammobile non dette mai un cenno di vita".
"Giovane - mi interrompe il giardiniere - siamo tutti degli irrisolti. Li vede tutti questi morti? Tutti irrosolti".
Guardo posarsi una mosca sul mio braccio, mentre le parole del mio accompagnatore funebre continuano a camminarmi tra le pieghe del cervello. Con un fulmineo gesto di polso cattura la mosca dal mio braccio, in un istante si avvicina il pugno chiuso all'orecchio per sentire l'angonizzante ronzio dell'insetto in trappola, l'istante dopo schiaccia la mosca scricchiolante tra due dita, "irrisolta pure la mosca, ma senza sveglia da aggiustare", mi dice ammiccando, e compiacendosi di tale verità si pulisce la mano alla tasca dei pantaloni.

Il fastidio dell'atteggiamento del giardiniere iniziava ad imbarcarsi sul mio fegato, "il motivo, per cui mio nonno voleva accomodare quella benedetta sveglia, deriva dal fatto che anni prima era stato suo padre, per gli ultimi venti anni della sua vita, a cercare di aggiustare quella vecchia sveglia senza alcun risultato. Mio nonno mi raccontò che poche ore dopo la morte di suo padre, nel salotto di casa c'erano tutti i famigliari, la moglie, i figli, lo zio di Roma e sua sorella. In un attimo, nel silenzio del lutto, quella sveglia risuonò, erano cinquant'anni che non funzionava, ma in quel momento si mise a suonare. Mi viene il gelo sotto la camicia a pensarci. Suonò per una decina di secondi per poi continuare a non suonare più".

Postato da: Zambini a 23:21 | link | commenti (1)
rac-conto

maggio 13 2007

Provvisorio corallo /3

Il giardiniere taglia, mi guarda, taglia la foglia e mi riguarda. "Giovane, che fa? Bivacca nel cimitero? Qui si ricordano i morti, mica si prende il sole" mi grida muovendo la testa per sottolineare un sì. Senza un fondamentale motivo il mio viso viene invaso da un certo imbarazzo, neppure io so cosa ci faccio tra questi vialetti e dalla bocca mi esce una scusa: "Stavo cercando una persona, ma non riesco a trovarla, ce ne sono troppe. E adesso mi riposavo un momento."

Il tipo posa le forbici sul marmo rosa di una lapide, si toglie i guanti del mestiere e si avvicina pulendosi in maniera distratta le bave dalle estremità delle labbra. "Lo so, lo so. Non è per niente facile trovare un defunto in questo groviglio di umanità. Se mi posso permettere, chi cercava?" mi domanda sibillino. "Cercavo mio nonno - rispondo sicuro - conoscevo la collocazione, ma sa la mia memoria delle volte ha dei vuoti". L'uomo dal pollice verde, così alto e così curvo, mi sottrae uno sguardo.
"Non si preoccupi la conduco. Come si chiama suo nonno?." "Bruno Pasolini." "Ah. Come lo scrittore, come dimenticare un nome così. So bene dove si trova. Venga."

Seguo le gambe magre del giardiniere funebre, osservo la sua camicia a dadi verdi e azzurri infilata con forza nei pantaloni, i quali sono stretti alla vita da una cintura di cuoio. "Però non è parente del famoso Pasolini - dico sollecitando la conversazione - ma so che mi nonno è stato un partigiano di prima categoria." Non sembra neppure ascoltarmi, fischietta mentre con passo deciso si dirige verso la parte sinistra del cimitero, costeggia il muro dando veloci occhiate alle piante meno curate.

Quante vedove che socializzano tra loro, i mariti morti sono solo delle raffinate scuse per farsi un po' di compagnia. Alzo gli occhi verso le nuvole, ma il giardiniere mi riporta con la faccia sulla terra. "Voleva trovare suo nonno? Ecco suo nonno."

Postato da: Zambini a 15:33 | link | commenti (3)
rac-conto

maggio 9 2007

Provvisorio corallo /2

"Aumenta, aumenta, aumenta il caldo. L'estate sarà torrida" grida un distinto signore sulla settantina, con giacca di panno di lana color arancio, verso le sette di mattina vicino al bar sotto casa. Dopo aver bevuto un orrendo caffé macchiato con voglia di perder tempo, mi dirigo sonnecchiando verso la cementizia, percorrendo con brevi passi il viale costeggiato da pini che sembrano sequoie.

Tutto il resto del mondo è concentrato su se stesso ed io passo in maniera distratta vetrine con panini arabi in esposizione e abbigliamenti di diffusione globale, osservo macchine in doppia fila, anziani dal barbiere e nonne barcollanti con filippine depresse a seguito. Neppure il tempo di far passare venti minuti che mi ritrovo a girovagare all'interno del cimitero comunale, osservando date di nascita e di morte, sommando gli anni e leggendo epitaffi. Mi intrattengo con lo sguardo su alcune lapidi così vecchie che pure i pronipoti dei defunti saranno deceduti da almeno cento anni. La mia attenzione oltrepassa un muretto a mattoni per posarsi su un giardiniere alto e curvo che tenta, con tutta l'abilità consentita, di perfezionare l'aiuola per renderla gradevole alla vista dei vivi rimasti al mondo.

Mi metto a sedere proprio sul muretto di mattoni rossi, mi slaccio il primo bottone della camicia e riprendo fiato. Il fioraio all'angolo consiglia degli splendidi tulipani rosa invece dei soliti crisantemi, "signo', originalità, ci vuole creatività. Suo marito ne sarebbe felice...". Ad ogni angolo del cimitero altre decine di piccoli cimiteri composti da secchi di plastica verde pieni di fiori sbiaditi, morti e stecchiti. "Che fiore puoi mettere per ricordare un fiore che non c'è più?".
Molte tombe sono ornate da fiori falsi, petali di tessuto e foglie di stoffa, nel segno che quei morti non vogliono essere troppo ricordati. Che bel lusso non avere il peso di essere ricordati. "Santa pazienza".

Postato da: Zambini a 20:59 | link | commenti
rac-conto

maggio 8 2007

Provvisorio corallo /1

Ho un incidente tra i fianchi e la gola, mentre il neon della cucina illumina le briciole di pane sulla tavola ancora apparecchiata. La sveglia marrone è sempre all'interno della vetrinetta naif vicino alla mia collezione di Cristi kitch, pensare che mio nonno ha passato la sua vecchiaia a cercare di far funzionare quelle lancette, ma non è mai riuscito a muovere un secondo.

Di prima mattina la mia stanza da letto è illuminata da una leggera luce che trapassa le tende beige, la polvere si posa passando e ripassando sul mobile pieno di libri. Ormai da tre anni i tuoi fiori falsi sono sempre lì, sopra la mensola di sughero. Se ci ripenso "santa pazienza" e te che mi dicevi "mi sembra di essere sopra un treno in corsa, il tempo di obliterare il biglietto che è già tempo di gettarlo". Santa pazienza.

Molto spesso nel mezzo della notte sento gocciolare il rubinetto del bagno, la goccia sulla porcellana è costante come una tortura commessa dal peggior sadico, che trova nel tempo la casa dell'agonia. "Ma l'idraulico non doveva venire lunedì mattina?". Magari avessi risposto, fammi accendere il caffé, fammi pensare a cinque metri più in là.

Nell'ascoltare il battere e levare delle gocce d'acqua, mentre s'infilza dalla persiana un frammento di luce di luna rossa, mi viene alla mente mio nonno e la sua incessante voglia di far suonare quella santa sveglia americana di fine Ottocento. Mi ha sempre affascinato questa scatola di legno scuro con le sue lancette di ottone, con la sua pesantezza e la sua severa stabilità geometrica che mal si sposa con le ore e gli attimi che dovrebbe rappresentare. Sono decenni che ha smesso di contare, immobile e austera non mi ha mai fatto capire se il tempo aumenta o diminuisce.

Postato da: Zambini a 21:48 | link | commenti (2)
rac-conto

Deriva

Il ministro  Rosy Bindi: "Alla conferenza nazionale sulla famiglia, che si terrà a Firenze, non ho invitato le associazioni omosessuali, ma solo quella dei genitori di persone gay" [qui]

Chiamparino
: "E' ora di punire chi si droga" [qui]


Certo che veramente in questo Paese non cambia mai niente. Cavoli che innovatori...che menti politicamente lucide...che sguardo illuminato. Io scappo...

Postato da: Zambini a 12:59 | link | commenti (3)
deriva

maggio 5 2007

Breve nota
sulla trasparenza e sulle case di vetro

Mamma mia che giornata piovosa. "Siamo nati per lamentarci" mi disse un giorno un tale. Ma anche quello era un lamento...o mi sbaglio?

Guardavo il blog e mi chiedevo "cosa posso scrivere oggi?". Potrei commentare l'illuminata proposta di Giuliano Amato per rendere illegale la prostituzione.

Ma mi chiedo invece di legalizzarla, ufficializzarla, ri-aprire le case chiuse... il topolino Amato la vuole proibire... Ma da quando è una soluzione intelligente proibire? Apriamo luoghi sicuri, diamo la pensione alle prostitute...diamo diritti e doveri...seguiamole a livello sanitario... facciamo le cose con trasparenza e civiltà... e magari così potremo combattere quella brutta malattia marcia che è lo sfruttamento della prostituzione.

Che palle vivere in questa Italia provinciale... che come ben sappiamo... nella provincia si svolgono le peggio perversioni... i peggiori squallori... proprio perchè
nessuno deve sapere ma tutti sanno. Tutto deve essere coperto da tende, occhi dietro le persiane... e scurini semi-aperti.
La civiltà è costruire le case di vetro.

Ad Amsterdam i vetri delle case non hanno scurini, persiane o tende... se un passante vuole... può guardarci pure dentro...
e vedere e dire: "questa è la vera pulizia."

Postato da: Zambini a 17:10 | link | commenti (2)
personalmente

maggio 2 2007

Solidarietà ad Andrea Rivera

Ma in questo Paese ognuno potrà dire quello che vuole...quello che pensa...

Non ho capito...l'Islam non si deve incazzare per delle vignette satiriche...invece il Vaticano può incazzarsi quanto gli pare? Fatemi capire...

Questo sono le frasi incriminate:


«Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni».


Per rimanere in tema di evoluzionismo vi consiglio anche la lettura di un bel post dell'amico Nybras [qui]

Postato da: Zambini a 20:37 | link | commenti (4)
deriva