ZaMONDOinI

Blogger: Zambini

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

BlogItalia.it - La directory 

italiana dei blog

Parole da scaricare

Breve autobiografia di un qualcuno

L'elefante giallo

L'ombra di una ginestra

Ho perso la luna nel pozzo

Memoria

oggi
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Turisti

visitato *loading* volte

marzo 12 2008

Il Ciarrapico su Fini lo sguattero.

"Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo..."

[fonte]

Postato da: Zambini a 11:47 | link | commenti (7)
serve e sguattere, deriva


Commenti
#1   12 Marzo 2008 - 15:22
 
Il Teodoro Bontempo della finanza, 'sto Ciarrapico?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente NYBRAS

#2   13 Marzo 2008 - 13:00
 
"E tutti a parlare di Ciarrapico fascista e non del controllo dell’informazione."

Francesco
utente anonimo

#3   13 Marzo 2008 - 13:29
 
ahahahahahah Francesco sei geniale ahahahahaha ma guarda che il blog di Grillo lo leggo pure io... e ti accorgi del controllo dell'informazione solo adesso? Avevi bisogno di Grillo? Via su ... un po' di autonomia... cmq sull'informazione Grillo ha ragione... l'unica cosa che ha sbagliato (in questo caso) è di farla per il 25 aprile....
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zambini

#4   14 Marzo 2008 - 10:55
 
Invece il nano malefico tratta tutti da sguattoro:

Una ragazza chiede all'ex premier come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro, e Berlusconi risponde così: «Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun'altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo».

www. corriere.it
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente metallicafisica

#5   17 Marzo 2008 - 15:18
 
Sò che sei perspicace più di quanto possa sembrare, Zambo, ma il fatto che tutti (te compreso) si siano messi a parlare del Ciarrapico-fascista e non del Ciarrapico-emblema-di-ciò-che-significano-gli-organi-di-informazione-per-i-nostri-cari-politici mi lascia, come dire, alquanto perplesso...

Francesco

P.S. ahahahahahah...
utente anonimo

#6   11 Aprile 2008 - 19:39
 
Ciao Zambo!
Le elezioni (ahimé… ahinoi!) sono oramai imminenti: la cosa davvero preoccupante è data dal fatto che, sia agli occhi dei votanti, sia agli occhi degli astensionisti, lo scenario futuro che si intravede è pervaso da incertezza, smarrimento e profondo timore per ciò che potrà accadere.
Nel corso dell’ultimo periodo ho avuto incontri/scontri con alcune persone, che hanno voluto rispondere a qualche mail che ho inviato, e con altre con le quali ho affrontato discorsi faccia a faccia: questo mi fa un immenso piacere, perché significa che l’argomento “scenario politico” non risulta indifferente per la maggior parte di noi. D’altra parte mi spiace di non avere avuto scambi di opinione con tanti altri ragazzi e ragazze: mi sarebbe piaciuto sapere il parere di molti/e di loro, con cui di solito mi trovo bene a discutere riguardo i più disparati argomenti, ma pazienza!
Non ho voglia di ripetere per l’ennesima volta cose già dette in precedenza. Desidero, però, poter fare il punto della situazione e tirare le somme di quanto emerso fin qui.
Purtroppo ci troviamo immersi (o forse sarebbe meglio dire sommersi) in una situazione storica in cui, per quanto riguarda il nostro Paese, il concetto di democrazia si riassume tutto in una “ics”: la nostra libertà di scelta è ridotta esclusivamente a questa crocetta, tramite la quale ora ci è tolta persino la possibilità di esprimere una qualunque preferenza per un qualsivoglia candidato. La democrazia ha assunto la forma del Potere, forma che si è imposta nella mente di ognuno come l’idea di governo dominante (se non l’unica), mentre invece l’idea-struttura della democrazia, quella di Rappresentanza, sta via via scomparendo dalle nostre abitudini mentali, nonché da quelle dei nostri politici. Poco a poco diventano normali azioni e stili di pensiero che fino a poco tempo prima ci avrebbero disgustato: ecco che allora la politica si allontana sempre di più dal cittadino, per diventare un “affare privato” o “di famiglia”. Ecco che diviene normale candidare, regolarmente, persone pluri-indagate o condannate. E diviene normale, per “salvare” la faccia, dare agli elettori i contentini dell’«allora candidiamo ANCHE un operaio» e dell’«allora candidiamo ANCHE qualche giovane». Da garante degli interessi del cittadino, la politica diventa così garante degli interessi di pochi (in altri termini diventa una OLIGARCHIA): se al cittadino medio viene permesso di partecipare è solo per una sporadica concessione, dettata dalla bontà del politico di turno. E lo spettacolo va avanti.
Ora, non credo che la responsabilità di questo atteggiamento dei politici italiani sia ascrivibile esclusivamente a loro stessi. Credo, anzi, che la responsabilità sia prima di tutto la nostra, di noi cittadini: siamo noi alla base di tutta la società! E siamo noi, dunque, gli unici a potere e a dovere agire per modificare quegli aspetti della società (tanti!) che male si accordano con le idee di giustizia, di equità, di libertà.
BISOGNA CAMBIARE LA NOSTRA MENTALITÀ.
Occorre sviluppare una identità collettiva, grazie alla quale ciascuno di noi possa comprendere che l’azione del singolo ha ripercussioni su tutti gli altri. Bisogna pensare che è inutile lamentarci del clientelismo che dilaga tra i politici italiani, quando noi, appena possiamo, siamo i primi a raccomandare un nostro amico o un nostro parente, oppure corriamo a farci raccomandare. Bisogna smettere di pensare che il pensarla in questo modo sia normale (pardon per il gioco di parole)… altrimenti non ci mettiamo a criticare Mastella. Non proviamoci nemmeno! È, dunque, ora di finirla col perseguire esclusivamente i nostri propri interessi individuali.
Questo non vuole essere un discorso volto ad apparire bello e lodevole: questa è, invece, una esortazione a sviluppare una mentalità collettiva, a partire dal nostro piccolo, cercando quanto più possibile di autocriticarci e di capire dove e come poter migliorare di volta in volta. E credo che per far ciò il mezzo più prezioso sia l’empatia. Empatia intesa come capacità di sentirci tutti parte di una grande menzogna collettiva da cui voler prendere le distanze, a prescindere da quelli che sono i nostri specifici orientamenti politici. Empatia intesa come sviluppo dell’attenzione reciproca, gli uni verso gli altri e, in primis, verso se stessi.
E l’unico mezzo perché l’empatia cominci ad agire in noi è il coraggio: finché vivremo nascosti dietro l’alibi per cui ancora nessuno ha cominciato a muoversi, continueremo ad assistere impotenti alla sottrazione continua e sistematica dei nostri diritti. Si stanno infatti ergendo man mano dei muri che ci precludono, una dopo l’altra, ogni via di azione. Già ora ci sentiamo indeboliti e impossibilitati a far sentire la nostra voce: votando in queste elezioni non faremo altro che favorire tale processo per cui la nostra voce ha sempre meno peso.
Non è questo il momento di continuare a combattere tra noi, gli uni contro gli altri, schieramento contro schieramento, perché coloro per i quali ci combattiamo a vicenda non fanno altro che perseguire i loro propri interessi, che di fatto risultano gli stessi per tutti, siano essi di “destra”, siano essi di “sinistra”. L’unica cosa che ci rimane, vista appunto la comunanza di interessi che ogni schieramento presente nel panorama politico odierno condivide con tutti gli altri, è togliere, anzi NEGARE la nostra fiducia al panorama politico stesso. Panorama in cui, in realtà, tutto è già stato ampiamente deciso: la nostra famosa crocetta serve solo a legittimare un sistema antidemocratico e incostituzionale e a oliare un ingranaggio che non fa altro che incastrarci e assoggettarci a sé. Panorama politico di cui fanno parte gli stessi mezzi di informazione, i quali oramai si configurano solamente come appendici e organi distaccati degli stessi partiti, i quali, a loro volta, non sono altro che manifestazioni particolari e specifiche di uno stato di cose che procede incessante verso un’unica direzione: la corsa (o forse sarebbe meglio dire l’assalto) al Potere.
È per questo che ritengo che l’unico vero atto di coraggio sia non votare o rifiutare la scheda elettorale direttamente nel seggio: solo così riusciremo ad esprimere davvero il disagio, il malcontento e la frustrazione che ci accomunano tutti, elettori di destra, di centro e di sinistra. Solo così potremo sperare di ricominciare ad andare a votare sicuri che il nostro credo politico venga veramente rappresentato da chi ottiene il nostro voto.
Ora come ora tutto ciò non solo non ci è garantito ma ci è completamente NEGATO.
Protestiamo non contro il sistema rappresentativo tout court, bensì contro la pericolosa piega antidemocratica che il sistema (rappresentativo?!) italiano sta prendendo.
Mi permetto, infine, di citare un breve passo tratto dalle Massime spirituali di Kahlil Gibran, nel quale l’autore fa una riflessione sulla corruzione:
«Ma chi sono i tuoi figli del Libano?
Lascia che ti mostri qual è la loro realtà:
Sono coloro […] le cui menti si sono risvegliate in seno ad avari che recitano la parte di generosi.
Sono come rami flessibili che ondeggiano a destra e a sinistra.
Sono tremuli mattino e sera, ma non si rendono conto del loro tremare.
Sono come la nave a cui manca l’albero maestro e il timone, sbatacchiata dalle onde. Ha per capitano lo scetticismo, e per porto un covo di spiriti malefici.
Questi figli del Libano si sentono forti ed eloquenti fra di loro, ma fragili e muti fra gli europei.
Sono riformatori liberi ed appassionati, ma solo sui giornali e sui palchi.
Gracidano come rane dicendo: “Stiamo per liberarci del nostro vecchio nemico”, mentre il loro vecchio nemico si nasconde dentro di loro.
[…] Non concepiscono la fame a meno che non sia quella delle loro tasche.
Quando incontrano qualcuno la cui fame è spirituale, lo mettono in ridicolo e lo allontanano da sé dicendo: “Egli è solo un fantasma che cammina in un mondo di spettri”.
Sono come schiavi che si considerano liberi solo perché le vecchie catene arrugginite sono state rimpiazzate da altre luccicanti.
Questi sono i figli del tuo Libano. Ma ce n’è almeno uno che […] possa affermare che la propria vita è solo una goccia di sangue nelle vene del Libano, o una lacrima nei suoi occhi, o un sorriso sulle sue labbra?
Questi sono i figli del tuo Libano. Come appaiono grandi ai tuoi occhi e quanto piccoli ai miei!»


Un abbraccio,
Francesco


P.S. Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.
Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio…

Francesco
utente anonimo

#7   12 Aprile 2008 - 13:35
 
Francesco ho letto per intero il tuo commento/lettera. Quello che mi pare di capire è che non andrai a votare...Ovviamente non condivido la tua scelta. E lo sai perchè non la condivido? Perché al sistema che tu hai descritto non cambia assolutamente niente se tu vai a votare o se non vai a votare...a loro basta il loro voto per essere eletti. Il tuo non è un gesto risolutivo, né una protesta... Se nessuno andasse a votare e l'unico votante fosse Berlusconi avrebbe il 100% dei consensi.
Io credo che non ci siano tante soluzioni. Io credo fortemente nei partiti e credo che questi partiti debbano essere partecipati, discussi...ma attivamente all'interno di essi. Non esprimendo un voto passivo, ma entrandoci dentro e portando innovazione e discussione. Solo così si fanno le battaglie politiche.
Il problema politico vero oggi è ricostruirli questi partiti, ma per ricostruirli la nostra generazione deve avere un atteggiamento duro e propositivo. Ti ricordo che quando i partiti si sono distrutti nel dopo tangentopoli...nel crollo della Prima Repubblica chi ha vinto? Ha vinto Berlusconi perché lui ha mezzi di informazione e soldi. Quindi vanno ricostruiti i partiti con la partecipazione delle idee e delle nostre forze.
Comunque discutere di queste cose via commento diventa difficile e complicato e porta sempre alla semplificazione del discorso. Se una benedetta sera passi da Firenze vediamoci per una discussione.
Un saluto.
Lore

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zambini

Commenti